martedì 15 aprile 2014

Finger food di nervetti di vitello all’agro con il pomodoro

STORIA DI UN QUINTO QUARTO:
È il giorno in cui tutti i partecipanti della sfida MTC scoprono il tema del mese! Si apre la pagina e appare come prima cosa una foto, quella di Cristiana, con scritto: Il quinto quarto!
“il quinto cheeee??? VUOI CHE MUORO???”
No non ci posso credere! Piango, mi dispero, ok questa è una di quelle volte che non partecipo e salto la sfida!  Va beh! Pazienza.
Ci penso e ci ripenso, da piccola mangiavo diverse cose del quinto quarto, cervello, cuore, piedini, si ma posso mai presentare dei piedini in insalata con due sott’aceti?? Cristiana è stata chiara: VOGLIO IL SANGUE! Non credo si riferisse a quello del maiale! Io che non mangio nemmeno la trippa, mio marito che mi dice: sisisiii trippa sii! NO NO! non ce la posso fare! Non sono nessuno per dire questo si questo no, anzi, m’inchino a tanto sapere di tanti partecipanti a questo gioco che t’insegna tante cose, perciò voglio partecipare con il mio quinto quarto, un piccolo finger food di nervetti di vitello all’agro che racchiudono una storia, la mia! Mentre pensavo a cosa preparare per questa sfida, ho avuto un flash! Domenica in famiglia e un bel piatto di questi nervetti dove poter anche pucciare il pane, cosa volere di più! Era in Sardegna, erano altri tempi. Mia madre mi raccontava di quando suo padre, in un grosso pentolone cuoceva i piedini di vitello, o maiale, li faceva raffreddare nella sua acqua di cottura e il giorno dopo li tagliava a pezzetti e li condiva con quello che l’orto offriva. Non si buttava via nulla, scaldava il brodo di cottura e bagnava il pane duro, altri tempi!! Mia madre negli anni ha usato questa ricetta in modi diversi, uno di questi era con il pomodoro e l’aceto. Delizioso! Ho voluto unire una vecchia ricetta a una presentazione più moderna, spero vi piaccia, non so come poter spiegare al meglio il sapore, ma fidatevi, v’innamorerete di questa delizia.
A presto.
Vassoio per antipasti di Easy life Design
Ingredienti:
1 zampa di vitello
 1 carota
2 coste di sedano
1 scalogno
1 cipollotto fresco
1 presa di sale grosso
Un mazzetto di prezzemolo
1 foglia di alloro
2 pomodori secchi al naturale (NO sott’olio)

Per il sugo:
1 barattolo di polpa a pezzi di pomodoro (io Mutti)
1 carota
1 costa di sedano
1 cipollotto
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
Prezzemolo
4 foglie di basilico
Olio extra vergine di oliva q.b.
Sale fino q.b.
1 bicchiere di brodo di cottura del piedino
1 bicchiere di aceto di vino rosso

Per decorare:
Foglie di basilico q.b.
Procedimento:
In una pentola capiente mettete il piedino tagliato in più parti con la carota, il sedano, il cipollotto, lo scalogno, l’alloro, il prezzemolo, il sale grosso e fate bollire per 2 ore. Pungete con una forchetta la cotenna della zampa, se entra facilmente, è pronta, altrimenti lasciate cuocere qualche altro minuto. Lasciate raffreddare nell’acqua di cottura.
Disossate la zampa, tagliatela a quadratini e tenete da parte.
Preparate un trito con la carota, il sedano, il cipollotto, l’aglio, il prezzemolo, il basilico e fate rosolare a fiamma media per qualche minuto. Unite il pomodoro, salate e fate cuocere per 5 minuti. Unite l’alloro, l’aceto e il brodo di cottura del piedino, mescolate bene e fate cuocere per 20 minuti a fiamma media e con il coperchio mescolando ogni tanto. Unite i nervetti tagliati in precedenza, mescolate, alzate la fiamma e fate evaporare tutto il liquido. (è molto importante che il liquido sia completamente evaporato stando attenti a non far attaccare il sugo) Versate i nervetti in una teglia foderata di carta forno, livellate la superficie, coprite, lasciate raffreddare e fate riposare il frigo per 12 ore.
Togliete il composto dalla teglia sollevando con delicatezza, posatelo in un tagliere e tagliatelo a quadratini con un coltello lungo a lama liscia. Servite freddo con una foglia di basilico sopra ogni quadratino.

Note: -potete tagliare il composto in anticipo e rimetterlo in frigo fino al momento di servire.
Il composto si solidifica per l'effetto gelatina dei nervetti e del brodo che viene aggiunto al sugo. Se non volete fare il finger food, non mettete il brodo nel sugo e servite caldo o tiepido.

Curiosità: i pomodori secchi, in sardo Sa piarra, vengono conservati in barattoli di vetro o nei sacchetti del pane e sono salati, si usano per dare sapore al brodo.




11 commenti:

  1. O_O io come te ero/sono alla disperazione assoluta, ma forse forse questo lo mangerei anche io!! ma lo sai che non ci avevo pensato?

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  2. Ah ah ah ^^ allora non sono l'unica che pensava di saltare a piè pari questa sfida ^^ mi hai fatto morire!
    Sei stata bravissima però!

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  3. Non solo ti sei buttata, ma hai realizzato un piatto molto molto appetitoso.

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  4. Vedo che la mia teoria viene confermata ad ogni post che leggo: chi ha apprezzato da piccolo non dimentica! E soprattutto noto con piacere che il quinto quarto riporta a ricordi di famiglia: pranzi insieme, momenti di condivisione, gioia...già questo potrebbe esser sufficiente a farmi sentire sempre più felice della scelta fatta! Hai trasformato una zampa in un finger fichetto: più di così?? Mi piacerebbe vedere una di quelle super in tiro ad un aperitivo bene che attirata dai colori fashion si mette uno di questi cubetti in bocca: son sicura resterebbe di stucco! Hai messo tutto: tradizione e innovazione, il tutto circondato da una semplicità che rende il tutto perfetto! Grazie cri

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  5. Debora vengo a saludarte y desearte Buena Pascua,excelente realización,abrazos

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  6. non ho mai mangiato la zampa di vitello, però come hai realizzato la ricetta mi piace molto, mi piace tanto il fatto che il composto si solidifichi grazie all'effetto gelatina dei nervetti, me ne ricorderò!!! bellissima presentazione!!!!

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  7. ci piace eccome, Debora! intanto, hai dimostrato fegato ;-) e non hai gettato la spugna: questo è un atteggiamento che davvero ci riempie di gratitudine, perchè un conto è impegnarsi a partecipare a tutte le sfide, un altro è farlo per davvero, specie quando le richieste sono estreme, come in questo caso. Ma poi perchè hai recuperato una ricetta di famiglia, l'hai rielaborata in chiave contemporanea e ti sei cimentata con una serie di difficoltà non da poco: intendo dire, avresti anche potuto tentare con qualcosa di più semplice, invece sei partita da un pezzo che ha richiesto un trattamento più complesso e hai affrontato il finger food, con tutta la parte legata all'addensamento- sfruttando per altro la gelatina "naturale" del brodo e dei nervetti. Per non parlar del tempo e della presentazione finale: a mio giudizio, questa è la tua miglior partecipazione all'mtchallenge, credimi. E non sai quanto ne sia orgogliosa- Bravissima!

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  8. ahahah!!! per fortuna dovevi "MUORIRE"!!!! Io adoro i nervetti! Li ho sempre mangiati conditi con i fagioli, cipolla, olio. Ma cosi poi!!! mai e poi mai!! E ad un buffet penso proprio che siano una delizia fantasticaaaa!!! Ma brava brava!!! una ricetta dei ricordi modernizzata!

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  9. Mi piaceee!!! E mi piace tantissimo immaginarmi a mangiarli e sentire la consistenza dei nervetti che adoro con tutta me stessa!

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  10. Debora, una presentazione divertente, colorata e assolutamente moderna di una preparazione che sa di tradizione e di famiglia! Mi hai conquistata!

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  11. I nervetti non mi hanno mai fatto impazzire, ma in questa veste sarei disposta ad assaggiarli anche subito!
    Complimenti!

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